Niente più voucher, e ora?

Voucher.jpgBisognerebbe dare finalmente una risposta efficiente e moderna a quelli che i voucher li utilizzavano correttamente. L’eliminazione totale dei voucher è stato un provvedimento forse un po’ frettoloso, mentre il vero problema, con cui concordiamo con i Sindacati, è stato l’abuso al quale era necessario agire in modo più chirurgico. Ormai il provvedimento è stato preso, e oggi bisogna rapidamente guardare al futuro”.

Così dicono due esponenti del PD dell’Emilia Romagna. Gli ultimi dati parlano di 134 milioni di voucher venduti nel solo 2016. E’ chiaro che qualcosa andava fatto, ma l’abolizione è stata una scelta giusta?

Ne ho parlato in un editoriale su Wild Italy:

http://www.wilditaly.net/voucher-abolizione-nero-serve-strumento-40379/

Se volete dire qualcosa, fatelo nei commenti 😉

Sanremo: le pagelle dei cantanti (seconda parte)

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Si è da poco conclusa la seconda serata del Festival di Sanremo 2017. Dopo il post di ieri concludo con la pagella dei secondi 11 big in gara.

Prima di andare ai giudizi sulle canzoni e i cantanti, però, fatemi fare i complimenti ad una donna gigantesca dal punto di vista umano ed artistico: Giorgia. Ancora una volta ha dominato il palco. Per quanto riguarda le nuove proposte, invece, voglio dire in breve che l’unico pezzo decente è “Universo” dell’ex The Voice Francesco Guasti, potrebbe vincere e se lo meriterebbe dopotutto.

1) Ora esisti solo tu – Bianca Atzei: ricominciamo dal classico. La canzone è la solita sviolinata “Sole, cuore, amore” by Checco dei Modà. Lei è l’altra inutile beniamina di Conti dopo Alessio Bernabei. Ho sofferto, ma ora con te mi dimentico di tutte le sofferenze e viva la vita! Annichilente. Bisogna riconoscere, però, che la ragazza la voce ce l’ha e la tira fuori. Voto:3

2) Spostato di un secondo – Marco Masini: dall’autore di una perla come “L’uomo Volante” ti aspetti sempre tanto. Forse sta qui il problema, perché il Masini del passato, quello che ti faceva patire o lanciare grida liberatorie, quello incisivo, non esiste più. La canzone sembra autobiografica, parla della sua vita, ma è semplicemente brutta e alla fine poco significativa. Peccato, davvero. Voto:4

3) Do retta a te – Nesli e Alici Paba: questo duetto tra il fratello di Fabri Fibra e la vincitrice dell’ultima edizione dello sfortunato The Voice è un connubio mal riuscito. Far cantare assieme i due e non ritornello alla cantante e strofa al rapper potrebbe sembrare una scelta originale, ma non funziona. Lei, nonostante l’emozione, non sbaglia una nota ed anche lui non è male: il problema è che il pezzo, classico anche se tratta di un “amore un po’ pazzo” come dicono loro, non si addice per niente al rap e non suona molto bene. Da rivedere. Voto: 3.5

4) Con te – Sergio Sylvestre: il vincitore di Amici 16 ha una grande presenza, in tutti i sensi, ed una delle voci più imponenti che si siano mai udite in Italia. Il testo, di Giorgia, parla in modo dolce di un amore, ma appare banalotto. Lui fa di tutto per tentare di dargli spessore, cavalcando una musica emotiva, ma non riesce a prendere il volo. Deve ritornare, con qualcosa di più importante. Voto:4

5) La prima stella – Gigi d’Alessio: ecco, lo devo ammettere, aspettavo solo lui per sbizzarrirmi nei commenti e nella stroncatura. Ma già al primo ritornello lo dico: mi devo ricredere. La canzone è dedicata alla mamma che è venuta a mancare e Gigi la canta in modo ispirato e vero. Si tratta di un dialogo in cui lui le parla di sé e di tutto quello che avrebbe voluto condividere assieme. Il suo modo di cantare manca totalmente di stile e le parole non sono così ricercate, ma penso che questo sia uno dei pezzi migliori che Gigi abbia mai cantato. Voto: 5

6) Il diario degli errori – Michele Bravi: la prima sufficienza della serata va a lui, il vincitore di X Factor 7 che torna alla ribalta dopo essersi re-inventato su internet ed aver trovato appoggio nella Universal. Di lui in passato ho scritto molto: penso che sia uno dei diamanti grezzi della nostra musica e con questa esibizione lo ha dimostrato. La canzone racconta di una vita fatta di errori, da cui almeno una persona deve rimanere fuori. E’ scritta ed interpretata con premura ed intensità e a quanto pare è particolarmente significativa per la vita del ragazzo. Alla fine mi aspettavo un guizzo che non arriva. Voto:6

7) Fatti bella per te – Paola Turci: la Turci era una delle grandi attese del Festival. Il suo pezzo è un inno all’indipendenza femminile e il carisma lo arricchisce di potenza. Ma l’interpretazione supera in effetti la portata delle parole che, se analizzate, sono limitate e come. Non so, è come se non riuscisse a imporsi. Voto: 5.5

8) Occidentali’s karma – Francesco Gabbani:  il lampo di genio ed ironia colta in stile Elio arriva dal vincitore delle Nuove proposte dello scorso anno. La sua, anche se non sembra, è una critica all’abitudine contemporanea di copiare i riti e la cultura orientale perché di moda, ma anche un mettere in mostra la superficialità di un certo utilizzo di internet e di un certo modo di pensare. Il ritmo è travolgente, gli accostamenti fuori dagli schemi e surreali, ma gustosi (come non amare il “Comunque vada panta rei and singing in the rain”). La scimmia è un riferimento al libro “La scimmia nuda” dell’etologo inglese Desmond Morris che, in modo divertente ma scientifico, ha descritto l’uomo in quanto unica tra le specie di scimmia sprovvista di folta peluria. La “scimmia che balla” è quindi la perfetta rappresentazione di una certa grottesca e diffusa stupidità che vediamo spesso sui social e non solo. Bravo. Voto: 7.5

9) Mani nelle mani – Michele Zarrillo: proprio quando pensi che tutto vada bene, che qualcuno nel popolo italico possa produrre prodotti artistici convincenti, arriva lui e ti stronca l’esistenza. Sembra un tuo vicino di casa, finito a Sanremo per caso, anziano ed un po’ spaesato. Forse era meglio se si fosse ritirato. Non mi viene in mente nient’altro che la nullità assoluta. Voto:0

10) Nessun posto è casa mia – Chiara: l’ex dominatrice di X Factor arriva all’Ariston con quella che si dice essere finalmente la canzone giusta. Parla di partenza, di esperienze ed amore in senso vasto. E’ elegante, ma non è destinata a passare alla storia del Festival. Chiara si merita ancora di più. Voto:5

11) Togliamoci la voglia – Raige e Giulia Luzi: chiude la serata il secondo ed ultimo duetto dell’offerta sanremese. E’ impressionante: lo schema è uguale a quello di Nesli-Paba: cantano entrambi, con ritmo leggermente più accattivante. Si parla di amore carnale, ma non c’è quella spinta erotica (dall’ex attrice di “Un Medico in Famiglia” era d’altronde difficile aspettarselo) e quell’affiatamento che servirebbero a produrre qualcosa di degno. Alla fine i due appaiono solamente insulsi. Voto:2

Voi che ne pensate? Quali sono i vostri giudizi? Quali canzoni avete apprezzato? Ditemelo nei commenti 😉

Sanremo: le pagelle dei cantanti (prima parte)

sanremo-2017-fontewebAnche quest’anno torna l’appuntamento con il Festival di Sanremo e con le pagelle del blog. Questa volta, però, ho deciso di non giudicare le serate del festival, ma solo le canzoni e i cantanti in gara.

Ieri sera c’è stata l’apertura (di cui fatemi dire soltanto che se non fosse stato per Crozza, la Cortellesi e qualche bellezza, italica e non solo, sarebbe stata tosta da superare incolumi) e sono state presentate le prime 11 canzoni in gara di metà dei cantanti chiamati all’Ariston dall’oramai immortale Carlo Conti (dicono senza alcuna influenza, almeno diretta, di Maria De Filippi).

Ecco le mie pagelle in ordine di ingresso (metterò i video delle sole sufficienti):

1) Fa talmente male – Giusy Ferreri:  la canzone parla di un amore dai toni dark, che in ogni istante fa male, ma a fare talmente male è la voce della Ferreri che si perde in una nenia senza senso che ti entra violentemente nel cervello e non se ne va più via. Qualche stecca, ma via: la salsa radiofonica è pronta, destinata a tormentarci per secoli, o forse no visto l’esito della serata che la vede a rischio eliminazione. Iniziamo malissimo. Voto: 2

2) Portami via – Fabrizio Moro:  si parla ancora d’amore, ma come rifugio da anni invadenti e violenti, da errori, imperfezioni ed inerzia. Il testo è originale e ben curato e il ritmo in crescendo senza ritornello unito al tono sofferto e vissuto dell’artista che tanto mancava alla scena musicale creano una corposa atmosfera. Peccato per l’interpretazione troppo gridata, ma è più che sufficiente. Voto: 6.5

3) Tutta colpa mia – Elodie:  tempo qualche minuto e torniamo allo standard sanremese. Guarda caso il tema è ancora l’amore. La canzone è in parte di Emma Marrone e si sente, il testo è tra i più banali del festival: io ho sbagliato, tu sei perfetto, ti prego perdonami e scappiamo insieme! La seconda classificata ad Amici 16 si salva dalla catastrofe con le sue grandi doti vocali, ma comunque non bastano per avvicinarla alla decenza. Voto: 3

4) Il cielo non mi basta – Lodovica Comello:  da una ragazza uscita da Violetta forse non ci si poteva aspettare di meglio, ma è anche vero che peggio di così era davvero difficile. Mentre canta l’effetto zecchino d’oro cresce in lei fino a farla possedere dall’anima di Cristina D’Avena. Questa interpretazione così sentita di parole significanti come i ritornelli di Rovazzi hanno un che di perverso. La serata tocca il baratro. Voto:1 

5) Che sia benedetta – Fiorella Mannoia: lo si capisce subito, dal momento in cui entra e il pubblico già la osanna. Parte la musica, parte la canzone e il palco si illumina. Un carisma imponente e travolgente si materializza spazzando via ogni altra cosa e facendo dimenticare che ci si trova a Sanremo. Lo fa cavalcando un messaggio semplice, ma forte e trasformandolo in magia: la vita deve essere benedetta, perché per quanto assurda e complessa in fondo è perfetta. Noi tutti pensiamo di capirla e così di esaurirla, ma la sua essenza è di parentesi infinita e dobbiamo tenercela stretta, perché rischiamo continuamente di buttarla. Spirituale, fuori gara. E i tanti che ora non fanno che sminuirla sui giornali mi sembrano soltanto tanto invidiosi. Voto:9

6) Nel mezzo di un applauso – Alessio Bernabei:  venire subito dopo la Mannoia sarebbe cosa ardua per chiunque, ma per l’inutile beniamino del festival di Conti è decisamente tragicomico. Con lo stesso ritmo di quell’obbrobrio di “Noi siamo Infinito” Bernabei esalta una relazione parlando di applausi. Peccato che lui non se ne meriti neanche mezzo. Siamo al livello della Comello. Voto:1

7) Di rose e di spine – Albano:  a questo punto è il momento del big che più big non si può, il redivivo matusalemme della canzone italiana. Sembra quasi ringiovanito, ma quando attacca con la solita canzone d’amore in stile Claudio Villa l’età si fa sentire e lo tradisce con una raucedine che stona parecchio con la sua potenza vocale. Peccato, perché nonostante tutto è un fuoriclasse. O meglio, lo era nella scorsa era geologica. Voto: 2.5

8) Vedrai – Samuel:  la canzone dell’ex frontman dei Subsonica è la copia spudorata della recente “La Risposta” che ha invaso le radio italiane. Dunque nulla di nuovo ed è davvero una occasione sprecata perché il ritmo è fresco e i temi affrontati non banali (speranza contro la paura, la noia e la delusione) oltre che posti in maniera alternativa. Voto: 5

9) L’ottava meraviglia – Ron:  torna sul finale della serata un altro cadavere italico che si pensava estinto. Ma la cosa sorprendente è che è meglio dei giovincelli precedenti. La canzone è un racconto autobiografico che si incentra su un rapporto d’amicizia ed emotivo. E’ classica, terribilmente e a tratti odiosamente classica, ma elegante. Ron non sfigura, sopratutto al livello d’interpretazione, nonostante i limiti evidentissimi della sua presenza. Voto: 4

10) Ragazzi fuori – Clementino: in questo caso lo devo ammettere, non ho ben capito. Il rapper napoletano sembra parlare della sua vita, in parte storia di strada e dolore e ricondurla al racconto di un gruppo di ragazzi persi e soli. Anche “Quando sono Lontano”, il pezzo di due anni fa, non fu capito. E’ come se il graffio e la denuncia rimanessero sempre ovattati, o forse sono addirittura inesistenti, ma un rap che non va dritto al sodo e non è nemmeno raffinato non sembra dir nulla. Voto: 3.5

11) Vietato morire – Ermal Meta: a chiudere le danze è l’ex dei giovani che si è reso famoso come autore di molti artisti italiani. Forse è più bravo proprio come autore che come cantante perché rischia di sminuire, con il suo modo di affrontare un pezzo che di per sé fatica ad unire melodia e parole, un testo che parla di un tema forte senza vittimismo o morbosità: la violenza di un padre su lui (figlio) e su sua madre, che gli lascia un messaggio di vita per la maturità. Convincente, ma senza guizzi. Voto: 6

Voi che ne pensate? Quali sono i vostri giudizi? Quali canzoni avete apprezzato? Ditemelo nei commenti 😉

Messaggio ai giovani d’Europa

giovani-saltano“Nessun dio e nessun uomo: solo la loro stessa gioventù. Liberate dalle catene quest’ultima e avrete liberato con essa la vita. Essa era infatti solo nascosta, in prigione, non è ancora inaridita e spenta- interrogate voi stessi!”

Nietzche, Sull’utilità e il danno della Storia per la vita

Dicono che l’Europa va distrutta: no va cambiata e a prendersi l’onere di questo compito deve essere la gioventù. Lo spiego in questo editoriale per Wild Italy (nel link in basso c’è anche la traduzione in inglese):

http://www.wilditaly.net/giovani-europa-sveglia-38765/ 

Io dico per cominciare di partecipare a March for Europe 2017, la marcia che si terrà in occasione dei 60 anni dei trattati di Roma del 1957 e convincere i nostri amici francesi del pericolo della proposta politica di Marine Le Pen.

Voi che ne pensate? Siete d’accordo o no? Fatemelo sapere 😉

 

Si è espressa la Consulta. E ora?

185440667-49c845bb-cf6d-495a-8b90-7dea980476ef (2).jpgE’ arrivata la sentenza della Consulta sulla costituzionalità dell’Italicum. Ora cosa accade?

Ne ho parlato qui su @WildItaly:

http://www.wilditaly.net/italicum-consulta-parlamento-38463/

Personalmente come ha detto Mentana credo che il Mattarellum fosse molto meglio del sistema attualmente valido, che non è un granché. Sarà difficile trovare un accordo tra i partiti per una nuova legge pienamente omogenea per entrambe le camere, visto che ognuno vuole una cosa diversa. Voi cosa ne pensate? Preferite votare con queste leggi o auspicate una riforma?

Alla prossima 😉

Mi dispiace, davvero, ma basta alibi

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Era la Vigilia di Natale e la sindaca di Roma Virginia Raggi si è recata alla Caritas per la messa e la conseguente cena. Prima del suo discorso le sono scese delle lacrime e per qualche istante non è riuscita a parlare.

Era Natale, non un giorno come gli altri, ma uno dei momenti massimi del Cristianesimo e quelle lacrime mi hanno colpito e fatto riflettere. Questo è quello che ne ho tratto.

http://www.wilditaly.net/virginia-raggi-lacrime-roma-37820/

Voi cosa ne pensate del suo operato in questi sei mesi e mezzo? Cosa vi auspicate per Roma in futuro?

Il profilo del Governo Gentiloni

1481619501861_1481619515.JPG--governo_gentiloni.jpgCon 368 voti favorevoli è stata da poco accordata la fiducia alla Camera al neo governo italiano di Paolo Gentiloni. La sua nomina arriva dopo la secca bocciatura della riforma costituzionale al referendum del 4 dicembre (59% di No) e le dimissioni di Renzi. Il profilo del suo esecutivo, però, non segna un vero cambiamento rispetto a quello precedente.

Oggi ho analizzato la nuova compagine governativa su Wild Italy:

http://www.wilditaly.net/governo-gentiloni-membri-37447/

Cosa ne pensate voi di questo governo e del nuovo premier? Al prossimo post 😉